MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA
PRENDERSI CURA DELLA PERSONA

LUCIA GIORDANO

MUSICISTA E MUSICOTERAPEUTA IN FORMAZIONE

PRESSO LA SCUOLA DI ARTI TERAPIE “ARTEDO”

BARI

Ho avuto l’opportunità di realizzare un progetto di tirocinio riguardante le Arti Terapie Integrate, presso la struttura RSA “Villa Argento” di Modugno (BA), della durata di circa tre mesi, che coinvolgeva non solo anziani ma anche pazienti-ospiti della struttura per problematiche fisiche-motorie e anche psichiche, di lieve entità.
L’obiettivo prefissato è stato quello di utilizzare i linguaggi analogici espressivi dell’arte e della musica per migliorare la qualità della vita, e prendersi cura della persona, attraverso il recupero e la ricerca di un’identità:
1. EMOTIVA (entrare in contatto con le proprie emozioni ed esprimerle, generando benessere)
2. RELAZIONALE (sentirsi parte di un gruppo, compresi, ascoltati)

In che modo?
Questo progetto/studio ha evidenziato, in particolar modo, che interventi e attività mirate, effettuate con utenti aventi un buon deficit cognitivo, permettono di:
• Migliorare l’umore, aumentare l’energia muscolare e vitale;
• Aumentare il livello di attenzione e la voglia di intraprendere nuove attività, con conseguente aumento della consapevolezza e considerazione di se (“Sono in grado di fare cose che neanche pensavo di essere capace di fare” – parole espresse da un utente).

Nel setting musicoterapico si ritrova la dimensione sociale, quel senso di appartenenza e spinta relazionale, grazie anche alla musica e alle canzoni radicate nei momenti della vita di ciascuno, creando cosi quel concetto di “gruppo”, il quale facilita e promuove anche un lavoro sulla valorizzazione (consapevolezza delle proprie capacità residue) dei singoli individui, riconosciuti nella propria identità e unicità.
Le attività di Musicoterapia mettono in evidenza gli effetti neurofisiologici del suono su corpo e cervello. Infatti, gli stimoli sonoro/musicali permettono incrementi nella produzione di alcune molecole (serotonina,endorfina,immunoglobulina) fra le più importanti nella trasmissione neuronale, con conseguenti benefici su attenzione, memoria, apprendimento, iniziativa.
Il volto di un utente si illuminava e finalmente su di esso compariva un sorriso ogni volta che ascoltava il rock di Elvis Presley!
Inoltre la canzone unisce parole e musica attivando entrambi gli emisferi del cervello. Abbinando attività fine-motorie l’attivazione cerebrale è di notevole entità ed è utile in contesti neurodegenerativi per stimolare il mantenimento funzionale delle differenti aree.
Un successo è stata la partecipazione di un utente affetto da alzheimer, che se all’inzio intimidito credeva di non ricordare le parole di una canzone, è riuscito a ricordare tutto il ritornello.
L’arte è in grado di farci riabbracciare quella parte di noi dimenticata e riportarla in vita per ritrovare quell’armonizzazione dei nostri personali vissuti inconsci, sfruttando il potenziale curativo che essa ha in se.
Il contatto con le spezie e il loro utilizzo nel creare dei disegni hanno stimolato non solo curiosità e sorpresa, ma ha stimolato un nuovo modo di percepire il colore e gli odori.
Una testimonianza per me importante è stata quella in cui un utente ha raggiunto una nuova consapevolezza di se, dopo una vita intera, ovvero quella di essere troppo precisa, rigida e razionale, ed è riuscita ad avvertire la trasformazione dall’inizio del percorso fino alla fine, quando finalmente è riuscita a sentirsi libera e appagata nel disegnare seguendo il suo flusso emotivo.
Importante è stata la collaborazione della psicologa della struttura, la Dott.ssa D’amico, che ha permesso di portare avanti e sostenere una RICERCA riguardante la – valutazione degli effetti delle Arti Terapie – sui pazienti che hanno partecipato al progetto-tirocinio di arti terapie integrate, e della quale articolo è comparso sul “Notiziario dell’Ordine degli Psicologi della Puglia”, di cui allego un piccolo frammento.
Conclusione personale:
Questa mia prima esperienza è stata intensa e mi ha permesso di conoscere un contesto non facile ma dove le capacità empatiche e relazionali del musicoterapeuta sono fondamentali per la riuscita di un buon progetto, cosi come lavorare sulla reminiscenza, perchè il raccontarsi è per loro un modo per sentirsi ancora una parte importante in questa vita, in questo mondo.
Ha confermato il valore e il potere che hanno le arti, anche nei contesti più impensabili: si possono realizzare momenti trasformativi ed emozionanti, come lo è stata in particolar modo l’attività di scrittura da parte degli utenti, di testi di canzoni che hanno raccontato qualcosa della loro vita e accompagnato la danza dei loro ricordi più felici.
Significativa è stata la condivisione di un utente nel dire di aver realizzato il sogno di una vita, ovvero quello di scrivere una canzone tutta sua.
I loro abbracci, le loro parole, i loro sorrisi, le loro condivisioni all’interno del gruppo dei ricordi più intimi, la loro commozione, rimarranno impressi per sempre.

Tratto dal lavoro di Lucia Giordano
Musicista e Musicoterapeuta in formazione, presso la scuola di Arti Terapie “Artedo” – Bari

#FaiDellaTuaPassioneLaTuaProfessione

Staff Artedo



0 Shares
Copy link
Powered by Social Snap