Applicazione della Musicoterapia nella disabilità infantile

Da millenni l’uomo ricorre, a scopi terapeutici, al suono, alla musica ed al ritmo, grazie alla loro capacità di influire positivamente sulla totalità della persona, sia dal punto di vista fisico che psichico.
Il grembo materno, attraverso il dialogo emotivo e vocale che si instaura con la madre, è il primo contenitore emotivo-affettivo in cui il bambino sperimenta il piacere di esistere. L’utero è il luogo in cui ogni essere umano impara a vivere, a muoversi, a crescere, ma soprattutto ad ascoltare e memorizzare. Nel grembo materno infatti il feto viene avvolto dal calore del liquido amniotico, che veicola tutti i suoni: il battito cardiaco, la respirazione, i timbri viscerali e vocali, le tensioni muscolari dovute alle differenti emozioni vissute dalla madre.

Attraverso la Musicoterapia è possibile esprimere e comunicare la propria unicità e creatività. Oggi vi è sicuramente una maggiore attenzione riguardo la qualità della vita e le patologie così come riguardo le difficoltà e le situazioni problematiche che talvolta emergono nei bambini lungo il loro percorso di crescita. E a proposito di età infantile, in qualsiasi strategia d’intervento, è sicuramente indispensabile avvalersi di un supporto medico specialistico (psicologo, logopedista, neuropsichiatra) per favorire il reale benessere del bambino. La Musicoterapia può fornire un valido aiuto e supporto nei casi di disturbi del linguaggio, disturbi specifici dell’apprendimento, iperattività, disturbi dell’attenzione.
In un laboratorio di Musicoterapia, ci si serve di tutti i possibili canali espressivi, in modo da offrire al bambino l’opportunità di manifestare e comunicare la propria creatività in maniera unica ed originale. In questo modo, il bambino, a prescindere dalla propria patologia, si sente accolto, ascoltato, compreso, valorizzato, ma soprattutto non è sottoposto all’ansia da prestazione, grazie a un lavoro individuale o di gruppo che unisce corpo, musica e movimento e facilita il contatto individuale con le proprie emozioni.
La musica costituisce uno strumento educativo straordinario in quanto crea un contesto in cui si sciolgono rapidamente molte difficoltà relazionali ed emotive grazie alla profonda penetrazione e risonanza che hanno le vibrazioni e i ritmi nei vissuti dei bambini. Essa consente, in maniera divertente, il coinvolgimento attivo dei bambini in una sorta di “allenamento” alla coordinazione senso-motoria, alla relazione sociale, all’ascolto, all’attenzione, all’espressività personale. Attraverso l’utilizzo della voce è possibile inoltre educare la respirazione con risvolti positivi sullo sviluppo linguistico e sulla capacità di rilassamento e autoregolazione degli impulsi psicomotori.
L’attività ludica svolge infatti un ruolo primario nella crescita psicofisica dei bambini. La Musicoterapia si avvale del gioco, quale strumento di diagnosi e cura del bambino, al fine di modulare, recuperare e sviluppare competenze fisiche e psichiche. I giochi proposti in Musicoterapia possono essere individuali o di gruppo, hanno come base di partenza la presenza dell’elemento musicale, musica registrata o suonata dal vivo, sia dal musicoterapeuta che dai bambini stessi, e dell’elemento psico-motorio e hanno come obiettivo quello di stimolare l’attenzione, attraverso attività come correre, schivare, cambiare velocemente direzione, e la percezione, attraverso l’ascolto del silenzio e del suono. È possibile lavorare anche sui contrasti quali l’alto e il basso, il lungo e il corto, il grande e il piccolo, la destra e la sinistra, il lontano e il vicino, il lento e il veloce e molto altro ancora. Esistono poi giochi atti ad accertare eventuali difficoltà relazionali o di apprendimento che non sempre derivano da evidenti danni fisici o psichici, ma che spesso affondano le loro radici in contesti familiari o sociali alquanto anomali. Ogni bambino si caratterizza per un Iso (Identità sonora), esclusivo ed unico; per questa ragione, la Musicoterapia agisce in modo unico e personalizzato; ogni incontro ha il proprio ritmo, la propria dinamica, il proprio tempo. I punti di partenza sono sempre gli stessi: osservazione e ascolto, ma le modalità con le quali si può approcciare il bambino possono essere differenti e l’efficacia del progetto è direttamente proporzionale alla qualità della relazione che si instaura tra bambino e musicoterapeuta.
La Musicoterapia offre possibilità di intervento sin dai primi mesi di vita del bambino, oggi si parla sempre più di Musica in culla. Questa tecnica rispetta le innate potenzialità musicali, motorie ed espressive della prima infanzia, utilizza il linguaggio musicale come elemento evolutivo per contribuire allo sviluppo cognitivo e socio-affettivo del bambino, con l’intento di renderlo autonomo, emotivamente e musicalmente. La metodologia suggerisce anche un comportamento maggiormente consapevole dei genitori, degli educatori e delle persone affettivamente più vicine al bambino in modo da potenziarne la relazione attraverso l’utilizzo sempre più diffuso, nella prassi quotidiana, del linguaggio musicale. Il contesto è relazionale e l’atmosfera è ludica, gli strumenti didattici fondamentali da cui partire sono la voce e il corpo in movimento per poi introdurre gradualmente altri oggetti e strumenti nel rispetto delle possibilità espressive del bambino medesimo. .

Tratto dal lavoro di Giulia Di Seclì

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Staff Artedo



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